Battesimo del Signore

Domenica dopo l’Epifania

Is 55,4-7; Sal 28(29); Ef 2,13-22; Lc 3,15-16.21-22

    Con la festa del Battesimo del Signore giunge a conclusione il tempo liturgico del Natale e comincia quello dopo l’Epifania. Proprio l’Epifania, che abbiamo celebrato come solennità nel tempo ancora di Natale, è la chiave di lettura di questa festa del Battesimo del Signore. Il nome Epifania, traducibile in linguaggio meglio comprensibile come “manifestazione”, indica il rivelarsi di Gesù come Signore, ovvero come Figlio di Dio, Dio egli stesso. Questa manifestazione pubblica è raccontata in vari episodi evangelici: nel tempo liturgico dopo l’Epifania, in particolare nelle varie domeniche che seguiranno all’odierna festa, verranno di volta in volta singolarmente considerati.

Quest’oggi la manifestazione di Gesù come Signore è proclamata attraverso il racconto del battesimo di Gesù al Giordano da parte di Giovanni il Battista. In concomitanza con questo rito, «una voce dal cielo», non attribuita esplicitamente a Lui, ma chiaramente indicante Dio Padre, dichiara la speciale relazione che Egli intrattiene con Gesù. Si tratta di una relazione di generazione: «Tu sei il Figlio mio»; di tenerezza amorevole: «l’amato»; di gioioso gradimento: «in te ho posto il mio compiacimento». La voce è accompagnata dall’immagine altrettanto eloquente dell’aprirsi, anzi dello squarciarsi dei cieli e del discendere dello Spirito su Gesù, come una colomba. L’amore del Padre, che è nei cieli, si manifesta al mondo attraverso l’umanità di Gesù. Questa manifestazione dell’amore di Dio per suo Figlio, l’uomo Gesù, produce due effetti nel mondo degli uomini o, se si vuole, un effetto in due fasi.

La prima fase è data dall’attrazione universale verso Cristo. La lettura del profeta Isaia la esprime nei termini di una convocazione: «Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi; accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano a causa del Signore, tuo Dio, del Santo di Israele». Non si tratta di un effetto automatico o magico. Gli uomini sono attirati non per forza, ma nella libertà. Si comprende allora l’esortazione che segue: «Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino». Benché dovuto anche alla libertà di ogni uomo, l’effetto è desiderato per tutti gli uomini. La profezia di Isaia, ripetutamente annuncia che sono raggiunti e coinvolti anche coloro che non conoscevano il Signore.

L’effetto attrattivo generato dall’amore di Dio che in Gesù si diffonde sulla terra suscita – ed è la seconda fase – la comunione tra gli uomini. La convergenza verso Gesù elimina le distanze tra gli uomini, che concentrandosi in Lui si avvicinano gli uni gli altri. Di più. La forza attrattiva di Cristo è tale da abbattere anche i muri che tengono separati gli uomini, rinchiudendoli nelle loro barriere etniche-culturali e nei loro recinti etico-religiosi. La convergenza degli uomini verso Gesù consente loro di vivere in pace. Diviene perspicuo allora quanto attesta l’epistola, tratta dalla lettera agli Efesini: «Egli – cioè Gesù Cristo – è la nostra pace, colui che dei due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne».

A fronte delle inimicizie che sperimentiamo a tutti i livelli – coniugale, famigliare, sociale, internazionale – siamo invitati a guardare a Cristo, a lasciarci attirare nel suo stile di vita. Amare come Lui ha amato è il segreto per realizzare quella pace continuamente invocata a parole e così drammaticamente smentita nei fatti. Il segreto dell’amore cristiano è anzitutto quello di essere ricevuto da Cristo. L’amore cristiano, infatti, prima di essere l’amore che i cristiani provano per il prossimo e si scambiano vicendevolmente, è l’amore di Cristo, che donato agli uomini li rende cristiani, ovvero appartenenti a Cristo. L’innesto degli uomini in Cristo, affinché essi partecipino della sua stessa vita, amando come Lui ama, avviene, anzitutto, per mezzo del battesimo, che realizza per ciascun uomo e ciascuna donna quanto si racconta a riguardo del battesimo di Gesù: l’amore di Dio, per mezzo dello Spirito Santo, viene infuso nel battezzando affinché assomigli al Figlio di Dio, affinché la sua vicenda umana assuma i tratti di quella di Gesù. Quale porta degli altri sacramenti il battesimo deve essere seguito dalla pratica sacramentale, specialmente dell’Eucaristia e della Riconciliazione che ad essa ben dispone. Allora avviene che, come la linfa nutre il tralcio innestato nella vite, così l’amore di uomini e donne, battezzati in Cristo, viene alimentato dall’amore stesso di Cristo.

error: Contenuto coperto da copyright